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10/09/2010 - 21:45 Dir. Resp. Andrea Naselli
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Per la scelta del logo è stato indetto un sondaggio

L’Unione dei Comuni dei Ventimiglia ha scelto il suo logo

Il logo-tipo dell’Unione dei Comuni dei Ventimiglia è di design veneto. Sono due i grafici creativi che lo hanno progettato, Stefano Mondini e Roberta Bartolone di Cannaregio (Venezia). L’Unione, nel 2009, aveva indetto un bando pubblico al quale avevano partecipato in dodici. Successivamente, c’era stato il sondaggio popolare. La commissione nominata dal presidente dell’Unione dei Ventimiglia aveva valutato le proposte ed aveva selezionato sei loghi da sottoporre al voto dei cittadini. Per il sondaggio i cittadini hanno votato sui siti web dei Comuni di Gangi e di Geraci Siculo e nelle apposite urne di cartone. I logo-tipi da votare sono stati pubblicati ondine e presso le urne. Le schede votate con il sistema delle urne sono state 220, mentre i voti ondine sono stati 1784. In questo modo da sei si è passati a tre loghi-tipo tra i quali l’Assemblea dell’Unione ha scelto quello vincente. “E’ stata una scelta democratica, popolare e collegiale” ha dichiarato il sindaco di Gangi Giuseppe Ferrarello, “Il logo sarà stilizzato e ufficialmente adottato in tutti gli atti dell’Unione”.

L’“Unione dei Comuni Dei Ventimiglia” è stata costituita il 13 giugno 2008 tra i comuni di Gangi e Geraci Siculo e rappresenta una popolazione di circa 9.200 abitanti. Certamente è un passo avanti nell’associazionismo tra i comuni madoniti che consolida una preesistente esperienza comprensoriale nella gestione associata di numerosi servizi, perché a questo sono funzionalizzate le diverse Unioni tra i comuni madoniti, oltre che all’acquisto in comune di attrezzature, alla costruzione di strutture, alla creazione di percorsi turistici integrati, alla promozione turistica integrata, alla promozione di eventi, alla promozione del territorio, alla semplificazione dell’organizzazione della Città a Rete Maronita. La particolarità dell’Unione, rispetto ad altre forme di gestione associata, è nel fatto che gestisce servizi ad essa trasferiti dai comuni i quali ne perdono la titolarità e la competenza. E’ questo passaggio, come dicevamo, che semplifica di molto l’organizzazione della Città a Rete Madonita, che può essere pensata come un’ulteriore trasferimento di funzioni e servizi dalle Unioni alla Città, pur mantenendo, come oggi accade per le Unioni, in capo ai singoli comuni, o alle Unioni, l’esercizio delle funzioni amministrative che più da vicino ne caratterizzano le peculiarità.

- 9 febbraio 2010 -         
                Francesco Paolo Pinello



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