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SINALP SICILIA, Festa del 2 Giugno o festa del 15 Maggio per i Siciliani?

Il 2 Giugno del 1946 gli italiani, con un referendum, scelsero di far diventare l’Italia una Repubblica costituzionale, abolendo la monarchia.

Chiaramente ormai entrare nel merito della correttezza referendaria o meno è sicuramente anacronistico e nessuno pensa più a rimettere in discussione una scelta di campo che è ufficialmente avvenuta sul filo del rasoio, 12.718.641 voti a favore della Repubblica contro 10.718.502 di voti a favore della Monarchia oltre a 1.498.136 di schede nulle o bianche. 

Con queste premesse la “Festa della Repubblica” nasce sicuramente non come momento di condivisione ma di scontro politico e sociale che si trascina fino a tutt’oggi.

Nel tempo, inoltre, si è assistito al pervicace tentativo di impossessarsi di questo momento commemorativo, sicuramente significativo per la storia dell’Italia, di una parte politica ampliando ancora di più gli scontri ideologici che hanno avvelenato l’intera esistenza di questa Repubblica.

Per i Siciliani si va a sommare anche un evento fondamentale per la storia della Sicilia, pochi giorni prima della scelta Repubblicana del 2 giugno 1946. 

Per non dichiarare l’indipendenza dall’Italia, il 15 maggio 1946 i siciliani ottenevano da Umberto II di Savoia, lo Statuto Siciliano dando vita all’autonomia dell’isola rispetto al resto d’Italia. 

Statuto questo che con la Costituente Nazionale venne recepito come legge Costituzionale con pari dignità rispetto alla Nuova Costituzione della Repubblica  Italiana del 1948.

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Quindi la Regione Siciliana, come entità politica autonoma, nasce prima della Repubblica Italiana, dando vita ad una contrapposizione di poteri con la Repubblica Italiana che ancora oggi non si è sostanzialmente risolta anche se alcuni Governi Regionali hanno fatto di tutto per distruggere quanto conquistato dai nostri avi dopo aspre lotte.     

Mai come oggi questa festa assume una notevole rilevanza per il futuro di questa Nazione, ma  i Siciliani hanno il diritto oltre che l’obbligo di ricordarsi sempre che per pochi giorni la Sicilia si è trovata ad essere Repubblicana, potendo eleggere un proprio Presidente, all’interno di uno Stato ancora Monarchico.

A partire dalla festa della Repubblica Italiana il Presidente Musumeci ha il difficilissimo compito di dare finalmente esecuzione a quanto contenuto nella nostra Carta Costituzionale senza alcun timore reverenziale verso il Governo Nazionale.

Lavorare affinchè tutti i Siciliani si rendano conto della loro importantissima specificità all’interno della struttura Nazionale Italiana è sicuramente un compito gravoso di mille difficoltà ma questa deve essere la via maestra da percorrere.

Il Presidente Musumeci deve riuscire a superare 150 anni di oblio storico che ha distrutto le fondamenta della Nazione Siciliana. 

I Siciliani debbono riappropriarsi della loro storia per superare la dilagante esterofilia che sta uccidendo il tessuto sociale, economico e storico della nostra terra. 

Difendere gli interessi siciliani, denunciare la mancata applicazione di una legge costituzionale come lo Statuto Siciliano, non si può più rimandare, anzi forse è anche tardi. 

“La Sicilia non ci merita”, sempre più siamo costretti ad ascoltare questa tragica e brutale frase che i nostri giovani ci “sputano” letteralmente in faccia accusandoci di aver distrutto il loro futuro su questa terra ed essere stati sostanzialmente ignavi e vigliacchi verso lo strapotere e l’arroganza politica dell’Italia. 

I giovani denunciano un sistema politico e sociale che non permette alcuna premialità, alcun riconoscimento del merito e delle capacità professionali raggiunte e decidono di andare dove  la carriera lavorativa non è legata a giochi di potere o a gruppi politici di appartenenza che purtroppo da anni regolano le nostre logiche occupazionali.

Come Sinalp Sicilia ci auguriamo che questo Governo Regionale a partire dalla Festa del 2 Giugno incominci a lottare veramente per i diritti costituzionalmente sanciti dei Siciliani imponendo l’applicazione completa dello Statuto. 

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Written by madonienews

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