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La ripartenza post Covid a Geraci Siculo. Iniziative dell’amministrazione comunale

Da quando è stato realizzato, nel 2014, il cosiddetto “Salto dei Ventimiglia“, con il suo panorama mozzafiato, ha attratto diversi visitatori a Geraci Siculo, borgo sulle Madonie con meno di 2mila abitanti. Ma questo centro che sorge su un cocuzzolo a oltre mille metri di quota ha molto altro da offrire ai propri visitatori. Gran parte del suo patrimonio culturale risale all’epoca normanna. Ci sono i resti del castello, la vicina cappella di Sant’Anna, ben 15 chiese e 4 tra conventi e monasteri.  

Dopo l’emergenza coronavirus, per invitare i turisti a tornare, il Comune ha deciso di finanziare un proprio bonus. “Abbiamo deciso di offrire 50 euro da spendere a Geraci per chi soggiorna qui almeno due notti fino a fine anno”, spiega il sindaco Luigi Iuppa

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La memoria storica di Geraci è Giuseppe Antista, architetto e docente di Storia dell’arte all’Accademia di Palermo. “I Ventimiglia erano dei committenti d’arte e così, nel periodo in cui Geraci fu contea, commissionarono molte opere d’arte”, spiega Antista. C’è, ad esempio, il grande bevaio della Santissima Trinità, dalla quale sgorga l’acqua di sorgente che dà lavoro a tanti, qui, grazie all’imbottigliamento.

I piccoli borghi combattono contro lo spopolamento da tempo, ma anche con servizi sempre a rischio chiusura come ospedali e scuole, ma qui si cerca con vari progetti di resistere. L’ultimo, per il quale partirà tra poco il bando, è la “via dei marcati”, legati all’ancora forte tradizione dell’allevamento e della transumanza. 

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Written by madonienews

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