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GAL Madonie. Strategia nazionale delle zone costiere. Interessati Cefalù, Lascari, Campofelice,Pollina,Termini…

l GAL Madonie partecipa al tavolo di concertazione nazionale per la nascita di una Strategia Nazionale delle Zone Costiere
INTERESSATI I TERRITORI DI CAMPOFELICE DI ROCCELLA, CEFALÙ, LASCARI, POLLINA, SAN MAURO CASTELVERDE E TERMINI IMERESE


Castellana Sicula, 30/07/2020 – Il GAL ISC MADONIE ha aderito al Tavolo di concertazione delle zone costiere. A darne notizia è il presidente Santo Inguaggiato che ha già informato di questa opportunità tutti i soci del GAL.L’adesione a questo tavolo, istituito al livello nazionale tra i GAL costieri, i FLAG, l’ANCI e la Rete Rurale Nazionale, consentirà al GAL Madonie di rappresentare le esigenze e le aspettative dei propri territori costieri (Campofelice di Roccella, Cefalù, Lascari, Pollina, San Mauro Castelverde e Termini Imerese) nell’elaborazione, congiuntamente con gli altri soggetti interessati, di una Strategia Nazionale delle Zone Costiere.

Con la missiva, il presidente Santo Inguaggiato, invita ad avanzare proposte e idee operative da sottoporre al tavolo nazionale.Le zone costiere rivestono un’importanza strategica in Europa: esse, infatti, accolgono una percentuale elevata di cittadini europei, costituiscono una fonte rilevante di alimenti e materie prime, rappresentano un collegamento fondamentale per i trasporti e le attività commerciali, ospitano alcuni tra gli habitat naturali più interessanti e sono un luogo privilegiato per il tempo libero. A fronte di ciò, le aree costiere risentono di gravi problemi, quali la distruzione degli habitat, la contaminazione delle acque, l’erosione costiera, l’impoverimento delle risorse e la cementificazione selvaggia con conseguente consumo di suolo. 

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Le coste italiane si sviluppano per circa 7.375 km, rappresentando una delle principali ricchezze del nostro paese in virtù delle inestimabili risorse ambientali, sociali, economiche e culturali legate alla costa. Come in molti altri Paesi, anche in Italia queste risorse sono, però, minacciate da pressioni sia naturali, sia antropiche, che ne mettono a rischio la disponibilità e la qualità.Lungo le coste italiane si affacciano ben 646 Comuni, nei quali vive circa il 30% della popolazione residente del paese, e la creazione di un’“area strategica”, quindi, potrebbe contribuire a garantire un’efficace tutela e valorizzazione degli ambiti costieri e del paesaggio, armonizzando gli interessi più specificatamente ambientali con quelli di tipo storico-culturale e produttivi, estremamente importanti e diffusi proprio nell’Italia mediterranea.

Le coste rappresentano, inoltre, un “sistema” caratterizzato da grandi problemi e difficoltà di gestione, nel quale risulta prioritario avviare un turismo ecocompatibile che favorisca la destagionalizzazione e la valorizzazione delle attività produttive nella logica della multifunzionalità, capace di preservare il territorio per i prossimi decenni, difendere la costa dall’erosione e dall’inquinamento delle attività produttive, attraverso investimenti in attività sostenibili.

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