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Nuovo DPCM in arrivo. Multe fino a 3000 euro per chi non indossa le mascherine

Dpcm che il governo Conte si prepara a varare mercoledì 7 ottobre prevederà maximulte da 400 a 3000 euro per chi è senza mascherina, mentre i dispositivi di protezione individuale dovranno essere indossati anche all’aperto su tutto il territorio nazionale. Le norme che il governo si prepara a varare saranno valide dal giorno successivo e domani il ministro della Salute Roberto Speranza verrà a illustrarle in parlamento. 

Dpcm: maximulte fino a 3000 euro per chi non mette la mascherina

La Stampa spiega oggi che il Dpcm porterà con sé l’obbligo di mascherina anche all’aperto su tutto il territorio nazionale, da giovedì, che ormai è una certezza anche se si dovrà passare domani per un voto del Parlamento. Molte regioni aspettano che la norma venga inserita nel Dpcm, altrimenti faranno da sole, come hanno annunciato il governatore toscano Eugenio Giani e del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga.

E arriveranno anche le multe da 400 a 3mila euro per chi non la indossa. Le spinte in avanti dei presidenti di Regione, se andranno verso un ragionevole irrigidimento delle misure già in vigore, non verranno però ostacolate dall’esecutivo. Anzi saranno accolte con favore. Si discute, poi, se far entrare nella bozza del Dpcm un limite ai partecipanti di eventi privati. Attualmente il numero è fissato a 200 nei luoghi chiusi e 1000 all’aperto, ma l’orientamento emerso prevede di non toccare il numero. E verranno confermate le misure di sicurezza per i trasporti, dalla capienza dell’80% sui mezzi pubblici alle norme per aerei, treni e navi.

Si registra poca convinzione anche sulle chiusure anticipate di locali e ristoranti alle 22. Nel vertice sarebbe emersa la possibilità di allungare il coprifuoco alle 23, ma è una decisione che incontra resistenze, per l’impatto economico che avrebbe la misura su uno dei settori colpiti più duramente dall’emergenza sanitaria, e il Cts domani sarà chiamato a dare una valutazione. Probabilmente si imporrà il divieto di asporto di alcolici all’esterno dopo le 22. 

Ieri il bollettino della Protezione Civile sul coronavirus riportava 2578 nuovi casi e 18 morti, mentre salgono a 303 i pazienti attualmente ricoverati in terapia intensiva: tra sabato e domenica anche il numero dei tamponi è calato da 119mlla a 93mila. Per questo il governo torna ai divieti più duri, tra i quali c’è anche la possibilità di mini-lockdown territoriali che serviranno a circoscrivere l’epidemia. 

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Il ritorno dei divieti più duri

Il Corriere della Sera spiega che lo schema è quello in vigore nel corso della fase 1, quando il premier firmava i Dpcm e le Regioni potevano emettere soltanto provvedimenti più rigorosi, mai deroghe rispetto alle misure nazionali. Ma c’è chi non apprezza, come il governatore della Liguria Giovanni Toti: «Riterrei intollerabile togliere poteri alle Regioni all’indomani della rinnovata fiducia alla maggior parte dei governatori che hanno gestito emergenza Covid. Sarebbe un vero e proprio esproprio democratico. Le Regioni hanno dimostrato capacità, lucidità ed esperienza sul territorio, gli enti locali hanno contribuito in modo decisivo alla gestione dell’emergenza e alla fase della ripartenza. Interventi mirati di chi conosce il territorio possono essere più efficaci di misure generalizzate che deprimono l’economia con risultati modesti sul fronte dell’epidemia». I divieti allo studio riassunti dal quotidiano sono: 

  • Il governo sta valutando di tornare allo schema in vigore fino al 19 maggio che concedeva alle Regioni soltanto il potere di emettere ordinanze più restrittive rispetto a quelle nazionali
  • Rimane il divieto di assembramento, una circolare del Viminale invita i prefetti a intensificare i controlli soprattutto nelle zone maggiormente frequentate dai giovani
  • Rimane il divieto di ballare e si sta valutando la possibilità di anticipare l’orario di chiusura dei locali notturni, ma anche di bar e ristoranti. La questione sarà affrontata con i governatori
  • Sarà previsto un numero massimo di 200 persone per le feste private dopo le cerimonie come matrimoni e battesimi. Il governo pensa di limitare anche il numero di chi partecipa a feste private

Intanto la presidente del Senato Elisabetta Casellati va all’attacco in un’intervista: «Sulla proroga, prima di tutto occorre avere informazioni corrette, senza nascondere i risultati del Comitato tecnico. Se non abbiamo accesso alle informazioni, non possiamo dire nulla. Abbiamo bisogno di verità. Gli italiani sono stanchi di oscillare tra incertezze e paure, in una confusione continua di dati che impedisce tra l’altro di programmare il lavoro». «Penso che il Paese non sia in grado di sopportare un nuovo lockdown. Socialmente ed economicamente. Vedo solo la necessità di essere severi nel far rispettare le regole. L’allarmismo non serve, non aiuta a controllare la pandemia e crea solo sfiducia». E infine: «C’è un rischio reale di tensioni sociali che è legato alla recessione economica e alla mancanza di lavoro. Ci troviamo di fronte al paradosso rilevato dall’Istat che ilreddito delle famiglie cala, aumentano le bolletteesale la pressione fiscale. Qualcosa non torna nei conti degli italiani. Ma non solo. Se le scuole non troveranno un equilibrio, le tensioni verranno dalle mamme. Cosa che non mi auguro. E se si ammutinano le donne, il blocco sociale è inevitabile»“

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Written by madonienews

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