Castelbuono. Lettera aperta ai cittadini dei Comuni che Compongono la SRR Palermo Provincia Est


E per conoscenza ai Sindaci,
Presidenti dei Consigli Comunali,
Capigruppo Consiliari
dei Comuni aderenti SRR Palermo Provincia Est.
All’Amministratore della So.Svi.Ma.
La drammatica crisi dei partiti e delle coalizioni politiche che fino a qualche anno fa erano luoghi di confronto e di elaborazione politica ha lasciato un vuoto di concertazione, dialogo e programmazione. Le ragioni sono diverse e non è questa l’occasione per entrare nel merito, attività che impegnerebbe molto tempo distogliendo l’attenzione dall’argomento principale.
Tuttavia è giusto evidenziare questo aspetto perché, a mio parere, questo vuoto, aggiunto alla mediocrità di una parte della classe politica e di alcuni amministratori, sta consentendo alle lobby ed ai portatori di interessi particolari di assumere un ruolo determinante nella gestione della cosa pubblica, proponendosi come gli unici in grado di trovare le soluzioni alle problematiche che creano disservizi alle comunità.
Questo atteggiamento negli anni è stato favorito da una classe politica regionale e nazionale che con lassismo, negligenza ed incapacità programmatoria, non avendo prontezza nella gestione della cosa pubblica non ha saputo evitare i disservizi, abbandonando all’emergenza continua alcuni settori strategici quali la gestione del ciclo integrato del servizio idrico e fognario, la gestione della raccolta e smaltimento dei rifiuti, senza dimenticare la gestione del sistema sanitario, dove in questi anni è stato lasciato grande spazio ai privati, che ha mostrato tutta la sua fragilità con l’insorgere dell’emergenza pandemica da covid-19.
Ricordiamoci questi passaggi.
Sulla sanità per anni ci hanno raccontato di quanto fosse bella ed efficace la gestione privata; oggi l’emergenza sanitaria dovuta al covid-19 ha trovato impreparato il sistema sanitario nel suo complesso e, dove maggiore è l’incidenza dei privati, più fragile è stata la risposta nel contrasto alla diffusione della pandemia.
Dopo aver portato il sistema all’emergenza ancora oggi ci viene raccontato che il privato è più efficiente, e questo vale anche e soprattutto per la gestione degli acquedotti, delle sorgenti e reti idriche, che per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti.
Ritengo essenziale oggi affrontare la situazione determinatasi nell’ambito della nostra SRR Palermo Provincia Est, ovvero la società di regolamentazione che coordina, programma, pianifica e sovraintende le gestioni dei rifiuti dei 34 comuni soci: Alia, Alimena, Aliminusa, Altavilla Milicia, Baucina, Bompietro, Caccamo, Caltavuturo, Campofelice di Fitalia, Campofelice Di Roccella, Castelbuono, Castellana Sicula, Cefalà Diana, Cefalù, Cerda, Ciminna, Collesano, Gangi, Geraci Siculo, Gratteri, Isnello, Lascari, Mezzojuso, Montemaggiore Belsito, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Polizzi Generosa, Pollina, San Mauro Castelverde, Sciara, Sclafani Bagni, Termini Imerese, Trabia, Valledolmo, Ventimiglia di Sicilia, Villafrati, Scillato, Blufi.
La SRR inoltre è chiamata a portare avanti le attività relative alla progettazione, realizzazione, gestione e manutenzione degli impianti necessari a chiudere il ciclo dei rifiuti.
Appare evidente di quanto sia importante tale attività di controllo e regolamentazione di un settore molto delicato, che spesso balza alla cronaca a causa dei forti interessi economici che si muovono intorno, purtroppo in diverse occasioni anche malavitosi.
Occorre premettere che nel nostro territorio esistono delle strutture che gestiscono il servizio dei rifiuti in modo eccellente. La società AMA Rifiuto è Risorsa s.c.a.r.l. che opera nelle alte Madonie coinvolgendo 17 comuni ne è un esempio; così come le gestioni in proprio dei Comuni di Castelbuono, Aliminusa, Montemaggiore, a mio parere sono anche queste degli esempi positivi.
Anche la società Ecologia ed Ambiente ha rappresentato per alcuni anni un valido modello, al netto dei ritardi o dei mancati pagamenti a fronte dei servizi resi ai Comuni di Termini Imerese, Trabia, Cerda e Cefalù e altri, che hanno portato al fallimento e conseguente liquidazione della società stessa.
Tali esempi e modelli, sia le gestioni dirette dei Comuni che le società a totale controllo pubblico, nel tempo hanno rappresentato un argine ed hanno impedito qualsiasi forma di speculazione ed interferenze di interessi diversi da quello di assicurare i servizi essenziali alle comunità.
Lo stesso, a mio parere, non si può dire delle gestioni affidate ai privati, che possono anche assicurare risultati in termini di servizio nel breve termine, ma sicuramente non offrono sempre adeguate garanzie nella gestione delle risorse umane. Inoltre i privati, rispondendo a mere esigenze di risultati economici e di profitto, a differenza delle gestioni pubbliche, non sono chiamati a tenere conto dell’impatto sociale ed ambientale, della qualità “culturale” del servizio.
Tali riflessi sociali, ambientali e culturali a lungo termine favoriscono le buone pratiche (sperimentate con successo nelle comunità in cui sono state attuate come ad esempio la rete dei Comuni aderenti alla “Strategia Rifiuti Zero”) incidendo sulle nostre mentalità ed abitudini, contribuendo a cambiare radicalmente i modelli di consumo e conseguentemente rendendo più sostenibile l’intera gestione del ciclo integrato dei rifiuti.
Comprenderete come questa mia visione non coincide con quella di altri colleghi Sindaci, che hanno ritenuto e continuano a ritenere di affidare in modo sbrigativo la gestione ai privati, convinti di uscire dalla continua emergenza.
Chi scrive non ha pregiudizi politici o culturali sul ruolo e sulla partecipazione dei privati nella gestione dei servizi pubblici; ritengo tuttavia che le attività di programmazione, le direttive ed il controllo devono rimanere in capo alla politica e chi amministra, eletto dal popolo. Principalmente ed a maggior ragione nei settori vitali, come è quello dei rifiuti.
Ho ritenuto doveroso fare questa lunga premessa per far presente ai cittadini dei Comuni del nostro comprensorio cosa sia successo e cosa sta succedendo in questi mesi, in merito alla gestione futura dei rifiuti nel nostro territorio. Di seguito riporterò vicende e fatti, fortunatamente non soltanto di mia conoscenza, mettendo in evidenza operazioni politiche che rischiano di ipotecare, a mio parere, il futuro della gestione dei rifiuti consegnando definitivamente nelle mani dei privati questo settore strategico.
Andiamo con ordine. Il sottoscritto e la forza politica che mi sostiene nel portare avanti l’attività amministrativa del Comune di Castelbuono, non condividiamo molti aspetti della conduzione politica/amministrativa delle strutture sovracomunali, e conseguentemente abbiamo deciso di non sedere al tavolo esecutivo di nessun organismo territoriale
Non sto qui ad elencare ciò che a nostro parere non va nella gestione dell’Unione delle Madonie, del Gal-Isc, del Parco delle Madonie, del Distretto Turistico Cefalù-Madonie-Himera, dell’ITS Madonie, di So.Svi.Ma, del Consorzio Universitario, del Consorzio Produttori Madoniti, ruberebbe troppo tempo al contenuto già ricco ed impegnativo di questa lettera.
Resta inteso che, dopo le considerazioni fin qui espresse con questa lettera aperta, abbiamo l’obbligo come realtà politica di un Comune che crede nello sviluppo condiviso del comprensorio, di esplicitare sia le critiche che le proposte. Proposte che esporremo nelle prossime settimane per non sottrarre spazio all’argomento che in questo momento merita la massima attenzione per gli interessi economici che coinvolge.
Tornando alle vicende che hanno interessato la SRR Palermo Provincia Est negli ultimi mesi, le questioni nello specifico sono due: l’elezione del nuovo Consiglio d’Amministrazione e l’affidamento del progetto di un mega impianto per il trattamento di tutti i rifiuti, da realizzare nel territorio di Castellana Sicula, per un investimento di 41 milioni di euro e un giro di affari di quindici milioni di euro all’anno.
Fin qui sembrerebbe tutto normale. Da un lato un normale avvicendamento dell’organismo esecutivo di una società: un CdA esce e uno nuovo subentra. Dall’altro lato un progetto portato avanti su una proposta predisposta dagli uffici della SRR, un’impresa vince e dunque può gestire. Va precisato che la forma individuata per la realizzazione del mega impianto di trattamento è quella del project financing, ovvero la realizzazione di un progetto mediante l’apporto di capitale privato, la cui remunerazione è assicurata mediante l’attività di gestione ed esercizio in concessione dell’opera stessa per un determinato numero di anni. In realtà le due vicende si intrecciano, come proverò ad evidenziare di seguito.
Andiamo alla prima questione, ovvero il rinnovo del CdA della SRR.
Ricordo a me stesso che ormai da diversi anni, attuando un metodo di concertazione condivisa tra le Amministrazioni del comprensorio, si è sempre cercato di eleggere i nuovi CdA o organismi esecutivi dentro il solco di un percorso di governance che coinvolge tutte le strutture sovracomunali, precedentemente elencate ed operanti nel territorio di riferimento.
Faccio presente, per qualcuno che ha la memoria corta, che in molti amministratori, rappresentanti istituzioni e delle parti sociali o semplici cittadini, sentiamo sempre di più l’esigenza di riscrivere un nuovo modello sociale, culturale ed economico delle nostre Madonie, spostando l’orizzonte anche a quei Comuni che, a vario titolo, collaborano nel Gal, So.Svi.Ma, o altre strutture. Ricordo in tal senso gli incontri tenuti della parte pubblica, a Collesano, a Castelbuono, presso la sede del Parco, nelle diverse occasioni delle assemblee del Consorzio Turistico o dell’agenzia di Sviluppo,del Gal, incontri che tendevano a delineare un nuovo percorso partecipativo e di missione delle strutture sovracomunali. Per diversi motivi queste riflessioni e approfondimenti non si sono mai concretizzati. Ritornerò sulle ragioni di questa mancata attuazione quando entreremo nel merito dei vari organismi.
Il Comune di Castelbuono, non condividendo la programmazione politica-amministrativa di queste strutture e di conseguenza non apprezzando l’operato e i metodi di scelta dei vari CdA, per quello che ho scritto prima, già da diversi mesi aveva deciso di non partecipare alla gestione diretta degli stessi, dimettendosi da quelli in cui era presente (rimettendo gli incarichi realmente e non, come fatto da qualcuno, annunciando le dimissioni senza mai attuarle) e non accettando nuovi incarichi.
Oggi riteniamo di aver agito a ragion veduta, visto come vengono gestite le stesse, considerato che da un po’ di tempo le nomine degli organismi territoriali vengono utilizzate come bilancino, o “metodo Cencelli”, affinché tutti stiano buoni, in barba ai risultati che si sono ottenuti o che si possono ottenere, smentendo quanto ricordavo prima e quanto avveniva in passato.
Acclarato che ci siamo tirati fuori da questa governance del territorio, lo scorso anno abbiamo anche proposto la nostra uscita dall’Unione delle Madonie, visti i mediocri risultati ottenuti e la scarsa agibilità democratica che si ha nella stessa; non parliamo nel Consiglio dell’Unione, in cui ci è stato impedito di discutere su argomenti fondamentali quali la presenza mafiosa nelle Madonie, il femminicidio(a seguito della drammatica uccisione di una nostra “concittadina” madonita di Caccamo), così come non ci è stato concesso di discutere di emergenza idrica, emergenza incendi e di tanto altro.
Qualche mese fa, durante un incontro in cui si discuteva il rilancio del comprensorio, di assetti organizzativi e del rinnovo dei CdA di alcuni organismi, in cui Castelbuono era per scelta assente, è stata avanzata la proposta di individuare per la presidenza della SRR il sottoscritto proprio in rappresentanza del Comune di Castelbuono.
Va precisato che la possibilità di avanzare questa proposta mi era stata anticipata precedentemente – ricordo che era un sabato – attraverso una chiamata dall’amministratore della So.Svi.Ma dopo aver partecipato ad una riunione con la nuova Giunta di Termini Imerese, incontro nel corso del quale si erano valutate una serie di ipotesi per consentire al Comune di Termini Imerese di tornare ad essere protagonista nella politica comprensoriale. Non so chi fosse presente alla riunione con la Giunta termitana, sicuramente era presente l’assessore Cascino a cui riconosco serietà, competenza e capacità di programmazione.
Tornando all’incontro del comprensorio, nel corso di quella riunione in cui noi eravamo assenti si è valutato, anzi si è proposto il mio nome, dandomene in seguito comunicazione.
Io ho immediatamente risposto di non di non essere interessato – in ragione delle considerazioni sopra esposte – e che la mia volontà era quella di dedicarmi esclusivamente a Castelbuono.
Ripercorrendo i fatti, emerge che la proposta nasce da un incontro a Termini Imerese, sostenuta dall’assessore Cascino, componente della Giunta termitana nonché Vicesindaco, in seguito rilanciata nel tavolo della governance del comprensorio.
Dopo diverso tempo, la proposta viene avanzata nuovamente all’inizio del mese di maggio, e anche in quell’occasione ho ribadito confermando la mia indisponibilità, considerando pure il fatto che si era imposto come rappresentante delle alte Madonie il Sindaco di Castellana Sicula il quale, come si evince di seguito, ha un grosso conflitto d’interesse, che qualcuno di noi aveva ipotizzato e palesato e che, ad oggi, alla luce di quello che leggerete di seguito, si è acclarato definitivamente. Per correttezza, io non volevo accettare anche perché ritengo il collega di Castellana Sicula poco affidabile, considerato come aveva precedentemente gestito ed indirizzato la scelta di non far entrare il Comune di Castelbuono nella Società “AMA Rifiuto è Risorsa”, nonostante fosse stato il primo ad essere informato partecipando alla prima riunione presso la sede dell’AMA a Castellana, e addirittura mostrando apparentemente grande interesse ed apprezzamento per l’idea.
Per inciso, l’amministratore e il direttore tecnico di quella società, su indicazione dei Comuni soci dell’Ama, in seguito alla nostra richiesta di ingresso, avevano elaborato un piano industriale per il Comune di Castelbuono al fine di consentire a quest’ultimo di aderire all’ARO alte Madonie; tra trasferte, incontri, sopralluoghi e la redazione tecnica del piano, sicuramente quella società ha investito oltre mille euro, tutto andato in fumo. Ma la cosa più singolare è che l’operazione è saltata, dopo che i Comuni soci avevano dato mandato di verificare la fattibilità, perché gli stessi hanno continuato a rinviare la decisione definitiva, senza avere il coraggio di dire no, infatti, ad oggi non abbiamo avuto risposta. Bella serietà.
Tornando ai fatti, qualche settimana più tardi, durante un incontro tenutosi presso il Comune di San Mauro Castelverde per discutere della rete dei Borghi Autentici, il collega Sindaco Minutilla e l’amministratore di So.Svi.Ma. riprendendo l’argomento CdA SRR, mi chiedono di non fare storie e di accettare la designazione del territorio, visto il lavoro fatto dai tre colleghi Sindaci incaricati di sondare le disponibilità e concludere gli accordi, e che non sarebbe stato giusto mettere tutto in discussione e far saltare tutto.
I tre colleghi Sindaci erano Gandolfo Librizzi (Polizzi Generosa), Giuseppe Minutilla (San Mauro Castelverde), Antonino Mesi (Montemaggiore Belsito). Questa precisazione è importante per comprendere meglio l’evoluzione successiva della vicenda inerente al rinnovo del CdA della SRR
Ho asserito precedentemente che le questioni erano due, l’elezione del CdA e l’affidamento tramite progetto finanza di un mega impianto di trattamento dei rifiuti, da allocarsi presso il territorio del comune di Castellana Siculo, per un investimento di 41 milioni di euro (ritengo per la rilevanza dell’opera che la stessa meriti un approfondimento particolare, da fare nelle prossime settimane, anche per rendere partecipi le comunità madonite di quello che sta avvenendo nel silenzio generale).
Mentre tra i Sindaci si discuteva del nuovo CdA e delle relative rappresentanze, il 13 Luglio 2021 l’ing. Orazio Amenta pubblicava nella sua pagina Facebook la notizia di un articolo in cui veniva annunciato da parte dell’ingegnere Quagliana dipendente SRR, che si era chiusa la fase di valutazione del progetto finanza per la realizzazione di un impianto di trattamento dei rifiuti, commentando così:
“Le Madonie avranno il loro impianto di trattamento dei rifiuti. Grazie a un lavoro durato anni è stato aggiudicato il progetto di finanza che consentirà ai comuni a est della provincia di essere autonomi dal punto di vista impiantistico, riducendo i costi di conferimento e non dipendendo più da alcun intermediario. Una sfida visionaria per la Sicilia alla quale mi onoro di avere partecipato come commissario di gara”.
Leggendo tali dichiarazioni entusiastiche, e le informazioni relative al progetto, mi sono permesso d’intervenire con questa mia riflessione:
“Io sarei cauto su queste scelte, ripetiamo tutti che i Rifiuti, l’Acqua, la Sanità, devono rimanere in mano pubblica, ma facciamo di tutto per affidarle ai privati, che tra qualche anno imporranno servizi, tariffe, contratti di lavoro. La vicenda decreto acqua del governo ne è la prova, le lobby comandano, una debole politica esegue. Meditiamo”.
In seguito al mio commento si è sviluppato uno scambio con altri interventi, i più rilevanti li riporterò integralmente qui di seguito.
Orazio Amenta il progetto di finanza prevede la concessione dei lavori a una ditta privata, ma la proprietà diventa pubblica al termine della durata della concessione. Inoltre il piano economico prevede che se il pubblico vuole finanziare l’opera può farlo (vedi fondi pnrr) producendo un ulteriore riduzione delle tariffe e della durata della concessione.
Mario Cicero spero che comprendi che sono pienamente consapevole di quello che hai scritto, partendo da ciò ho espresso la mia opinione, gestione pubblica, quanti altri sindaci la pensano così? La politica regionale e nazionale che fa?
Silvia Coscienza Un’impresa che investe 40 milioni di euro per la realizzazione di un impianto,mi sembra molto difficile che accetti una diminuizione della durata della concessione.
Orazio Amenta Silvia Coscienza, se ci fosse contribuzione pubblica, la Convenzione prevede la modifica l’invarianza dell’equilibrio economico finanziario con possibilità di intervenire su durata e tariffe. In quel caso infatti l’impresa non investirebbe 40 milioni, ma 20, se il contributo fosse al 50%.
Orazio Amenta Mario Cicero, le tue perplessità sono le mie. Anch’io sono per gli impianti pubblici, ma nel l’inerzia della regione, credo che questa iniziativa è qualificante.
Particolarmente significativo e rilevante, infine, è l’intervento dell’assessore Bellomo del Comune di Castellana Sicula, sul cui territorio dovrà sorgere l’impianto:
“è da tre anni che si lavora per questo progetto. Dopo l’ok del consiglio comunale di castellana, senza il quale non si sarebbe fatto nulla, si è andati avanti con l’iter che ho seguito attentamente assieme al mio sindaco, sin dal primo minuto considerandola un’opportunità per tutto il ns territorio. Ad oggi l’unico impianto pubblico in funzione è la discarica di castellana non ce ne sono altri e c’è un caos totale nell’intero ciclo rsu per quanto riguarda prezzi e impianti. E’ un impianto pubblico costruito e gestito con la forma del Project financing di iniziativa pubblica e mi pare patneriato contrattuale, presentato più volte alle assemblee SRR etc e prevede oltre a una regolamentazione dei prezzi gia fissati nell’offerta valutata e al di sotto di quelli correnti, anche delle “royalties” per il comune di Castellana (2.5%) proprietaria inoltre dei terreni su cui ricadrà, per la SRR stessa (5.5% mi pare) e quindi sulle utenze. Dopo 25 anni anche la gestione dello stesso ritornerà alla SRR che deciderà il da farne. Alla diatriba pubblico privato preferisco comunque attenzionare l’efficacia, efficienza, economicità e innovatività dello stesso e tale esso è stato valutato in sede di gara all’UREGA. Vi aggiungo non riguarderà solo l’impianto da progettare costruire e finanziare, ma nell’avviso pubblico di 3 anni fa si parlava anche della gestione della discarica stessa e dell’impianto di castelbuono….ma in pochissimi se ne sono accorti non leggendo nemmeno gli avvisi. Un Grazie al presidente SRR e ai tecnici dello stesso per il lavoro svolto nonchè al Consiglio comunale di castellana per aver permesso ciò vedendo al di la del proprio orizzonte”.
Spero sia chiaro che il mio intervento non era a priori contro il progetto né contro l’ipotesi di compartecipazione da parte dei privati. Ho semplicemente chiesto di usare un po’ di cautela, e la possibilità di ridiscutere un accordo in termini di investimenti, tariffe e durata del contratto.
Invece la reazione al commento ha fatto emergere anche altro: il CdA uscente e il suo Presidente hanno deciso, senza parlarne con nessuno, che anche la discarica di Castellana Sicula e l’impianto di compostaggio di Castelbuono dovranno passare in mano ai privati.
Riflettendo meglio una logica in tutto ciò c’è, anche se questa logica vale solo per chi cura interessi particolari e non quelli pubblici delle nostre comunità.
Infatti, se si legge con più attenzione cosa prevede il progetto finanza, apprendiamo che l’impianto prevede anche la “valorizzazione della frazione umida della raccolta differenziata”.
Comprendiamo tutti che se l’impianto pubblico di Castelbuono fosse gestito da un soggetto diverso si correrebbe il rischio di creare concorrenza a scapito di chi vuole avere tutta la gestione dei rifiuti sulle Madonie in regime di monopolio, pertanto meglio correre ai ripari, eliminando il problema alla radice!
All’indomani di questa mia uscita cominciano a mobilitarsi tutti coloro che già hanno deciso di consegnare la gestione dei nostri rifiuti a una società privata. Da giorno 13 luglio in poi succedono tante cose.
Il fatto più eclatante è il silenzio assordante del CdA uscente della SRR e del suo Presidente, tipico di chi vuole tenere un profilo basso sapendo che chi la pensa diversamente verrà isolato.
Qualcuno invece mi avvicina per chiedere se la mia posizione rimane la stessa, cioè quella espressa sulla pagina Facebook dell’ing. Amenta, perché se così fosse andrebbe rivalutata l’opportunità della mia elezione nel nuovo CdA della SRR.
Comprendete la gravità di simili affermazioni e, cosa singolare, chi mi presenta queste considerazioni è uno dei tre Sindaci incaricati di chiudere l’accordo sulla governance del territorio.
Sento anche qualche altro amministratore e comprendo che non vi sono più le condizioni per una mia elezione nel nuovo CdA. A quel punto decido di “giocare fino fondo questa farsa”.
Chiamo il collega che aveva il compito di sondare i Sindaci delle basse Madonie e del termitano, chiedendo di indire una riunione dei colleghi aderenti all’ex Ecologia e Ambiente, perché ritenevo giusto un confronto diretto; la telefonata è del 24 luglio e il collega organizza l’incontro fissandolo il 27 luglio quando a Castelbuono si svolgono i festeggiamenti della patrona Sant’Anna.
L’incontro, al quale non partecipo volutamente, si tiene, all’indomani non mi viene data nessuna notizia; al telefono il collega non risponde e da ciò deduco che si è consumata una rottura dell’accordo. A quel punto chiamo l’amministratore di So.Svi.Ma. chiedendo se lui fosse a conoscenza di cosa stesse accadendo. Riferisco la mia sensazione, cioè che Termini Imerese con il suo Sindaco avessero cambiato posizione sconfessando l’iniziale proposta dell’assessore Cascino. Lui mi chiede un po’ di tempo per comprendere. Mi richiama riferendomi di aver parlato con Cascino il quale diceva che non era cambiato nulla e che per loro il candidato restavo io.
In tutto ciò il 26 mattina, partecipando a un incontro sempre a Termini Imerese per discutere dell’attivazione di un laboratorio per la sterilizzazione dei cani randagi, chiedo all’assessore Cascino, seduto accanto a me, se vi fossero novità circa la questione SRR e, anche in quell’occasione, lui mi aveva risposto di no, riferendomi tuttavia che sarebbe stato giusto da parte mia chiarire la posizione espressa in merito all’appalto già avviato dell’impianto di Castellana; anche a lui ho ribadito la mia intenzione di verificare la possibilità e l’opportunità di “correggere” il percorso attribuendo un ruolo più determinante al pubblico, considerato anche quello che ha aveva affermato l’ing. Amenta.
Al termine dell’incontro ci siamo salutati e lasciati con l’impegno invariato.
Tralascio l’ipocrisia mista a basso cinismo del Sindaco di Cerda; non sto qui a raccontare i contatti del 28 luglio.
Il 29 luglio si arriva finalmente all’assemblea della SRR, e dopo l’approvazione del bilancio si passa alla trattazione del punto che porta al rinnovo del CdA.
Sia le alte Madonie che i colleghi Sindaci ex Coinres designano i loro rappresentanti, mentre il Sindaco di Termini Imerese interviene chiedendo che tutto sia rinviato a fine settembre per permettere al vecchio CdA e principalmente al Suo Presidente di potere firmare l’accordo contrattuale con la società che ha vinto l’appalto dell’impianto, consegnando di fatto tutti gli impianti del territorio ad un unico gestore, una proposta inquietante che palesa il salvaguardare alcuni interessi particolari, favorendo un privato.
Gli altri colleghi non ci stanno e a quel punto si riuniscono solo i Sindaci dei Comuni appartenenti all’ex Ecologia e Ambiente, per chiarire cosa fosse successo nel corso del precedente incontro tenutosi il 27 luglio.
In estrema sintesi i Comuni di Termini Imerese, Trabia, Cefalù e Cerda non hanno ritenuto valido l’accordo formulato tra l’assessore Cascino, l’amministratore di So.Svi.Ma. e gli altri colleghi del comprensorio rappresentati dal Sindaco Mesi.
In seguito ad un breve confronto il Sindaco di Termini Imerese, in modo nervoso, ha insistito nel rinviare tutto a fine settembre per consentire al Presidente uscente Lapunzina di poter firmare l’accordo e chiudere l’iter, come se fosse una trattativa personale.
Tale proposta viene respinta nuovamente, e da parte degli altri colleghi viene chiesto di votare invitandoci a designare un nominativo.
Lapunzina si tira fuori comprendendo che se riconfermato non farà più il Presidente, ecco allora che viene avanzata la candidatura di Trabia. Non sto qui a raccontare le motivazioni di questa candidatura; lo stesso Sindaco di Trabia, in un momento di sconforto, aveva ritirato la propria disponibilità. A quel punto il collega di Cefalù, considerato che continuando a discutere si correva il rischio che potesse passare l’ipotesi della mia candidatura, chiede di votare.
La metodologia di voto dentro questo organismo partecipato è per quote, in ragione del numero di abitanti dei Comuni soci, pertanto è chiaro che la posizione di Termini Imerese sarebbe stata determinante e avrebbe fatto la differenza; consapevole di ciò ho ritirato la mia candidatura, consentendo ai Sindaci ex Ecologia e Ambiente di designare il collega di Trabia.
Rientrati in assemblea, con il silenzio assordante di tutti coloro che avevano partecipato nei mesi passati al percorso per delineare la governance del territorio, si vota e si elegge il nuovo CdA di cui fanno parte Trabia, Baucina e Castellana Sicula, con la novità dell’assessore Fiandaca al posto del Sindaco, novità rispetto alla quale oltre alla motivazione ufficiale sarebbe interessante esplicitarne il reale motivo.
Il 29 luglio scorso si sono consumati due momenti politici fondamentali: il primo, si è disconosciuto il metodo adottato dal comprensorio di concordare le varie nomine; il secondo, si è isolato chi riteneva che fosse possibile gestire servizi essenziali in un altro modo, mettendo di fatto in mano a un privato l’intero ciclo dei rifiuti della nostra SRR, salvaguardando solo interessi particolari a discapito di quelli collettivi.
Ho voluto fare questa lettera aperta ai cittadini del comprensorio, inviandola anche alle figure istituzionali dei vari comuni, per evidenziare questi aspetti. Ognuno deve essere consapevole di quello che avverrà in futuro nel nostro comprensorio per quanto riguarda la gestione dei rifiuti.
Come ha ricordato l’ing. Amenta nessuno ci impedisce di rinegoziare il progetto finanziandolo, in parte o totalmente, attraverso le risorse del PNRR, somme che la commissione Europea ha stanziato per fronteggiare l’emergenza pandemica e consentire la ripresa economica attraverso il rilancio dei comparti strategici, tra cui quelli relativi alla sostenibilità ambientale e quindi anche al ciclo integrato dei rifiuti. Tutto ciò ci consentirebbe di applicare tariffe più basse con una durata della concessione più breve.
Leggendo la lettera e ricostruendo i fatti, penso sia evidente che hanno bloccato intenzionalmente la mia elezione perché la stessa avrebbe fatto saltare o avrebbe compromesso fortemente gli accordi già chiusi in un settore strategico e delicato come quello dei rifiuti.
Per raggiungere tale obiettivo si sono visti Sindaci smentire i propri Assessori; si è lavorato per far passare un messaggio falso, ovvero che la mia elezione avrebbe bloccato tutto il percorso di realizzazione dell’opera, quando al contrario ho solo proposto un metodo ed una gestione diversa, con la garanzia del controllo e della partecipazione pubblica.
I Sindaci delle alte Madonie, agendo in blocco, hanno dimostrato di non voler salvaguardare gli interessi generali di tutto il territorio, ma soltanto quelli – anche economici – di qualche Comune, al fine di mantenere un equilibrio ed una “pace politica” al proprio interno. A riprova di ciò basta richiamare ancora una volta la vicenda AMA nei confronti del Comune di Castelbuono o quella relativa all’Unione dei Comuni Madonie, sia in merito alla Presidenza dell’Unione che del Consiglio, affidato ad una persona che per cultura ripudia il confronto sociale e politico.
Cittadini residenti nei Comuni ricadenti nella SRR, chi vi scrive non voleva assumere quell’incarico ma era stato in qualche modo “costretto” ad accettare, alla luce dei fatti sono contento di non essere stato eletto in quel ruolo, considerati gli interessi privati e di parte che veleggiano intorno alla nostra SRR.
Rileggendo cosa scrive l’assessore Bellomo comprenderete la povertà politica di chi è disposto a consegnare un sevizio essenziale ai privati per una manciata di euro nelle casse del suo Comune (senza dimenticare che le royalties ambientali sarebbero sempre riconosciute al Comune di Castellana sia sull’impianto che ha un giro d’affari di 15 milioni di euro annui che sulla discarica, anche se questi impianti fossero totalmente a gestione pubblica).
La cosa veramente singolare è osservare il nuovo Presidente della SRR, l’assessore Bellomo o il Sindaco Calderaro esaltare oggi il lavoro del Presidente Lapunzina, quando fino ad un anno fa se ne chiedevano le dimissioni e si esprimevano giudizi pesantissimi.
Alla luce di quanto è successo comprendiamo che l’accordo e il relativo equilibrio si è trovato alle spalle dei cittadini residenti nel territorio della SRR.
Un fatto ancor più singolare è il comportamento di diversi Sindaci o delle figure istituzionali del comprensorio, che pur di galleggiare stanno in silenzio o sono compiacenti, per poter stare sempre dalla parte del vincitore di turno. Questo deplorevole comportamento, in atto da qualche anno, a mio parere ha mortificato il protagonismo amministrativo e politico del comprensorio, contribuendo alla “morte” sociale, economica, culturale e politica dei singoli Comuni.
Chi vi scrive, l’Amministrazione di Castelbuono e il gruppo politico che la sostiene non sono stati mai in silenzio accettando passivamente l’andazzo delle vicende che hanno coinvolto e coinvolgono il comprensorio. Abbiamo sempre discusso per dirimere le questioni dentro le Istituzioni.
Comprendete che questa vicenda va oltre la dialettica politica: qui si è deliberatamente messo ai margini chi si è permesso di mettere in discussione un modello di gestione di un servizio essenziale come i rifiuti che, come tutti sappiamo, basta leggere la cronaca di questi anni, attrae interessi grossissimi che coinvolgono grossi gruppi imprenditoriali, ma anche interessi di soggetti malavitosi.
Ci siamo solo permessi di dire “approfondiamo, consideriamo, verifichiamo, diamo un ruolo più centrale alle strutture pubbliche”, non consegniamo tutto ai privati per il futuro.
Resta inteso che per noi era necessario evidenziare tutto ciò, ognuno si assuma le proprie responsabilità. Castelbuono ed il suo Sindaco credono nella programmazione condivisa, per queste ragioni hanno sempre espresso liberamente la loro posizione. Non ci siamo mai sentiti tra coloro che devono determinare percorsi o scelte, abbiamo sempre inteso la programmazione territoriale quale elemento fondamentale per lo sviluppo delle nostre comunità, abbiamo posto questioni ed argomenti, abbiamo fatto tanti passi indietro o di lato.
Questa vicenda ha messo in evidenza i limiti di chi ha ideato un sistema di governance che guarda principalmente ad una “pace politica”, mentre a nostro parere sarebbe utile un protagonismo politico e programmatico, basato anche sul confronto e sullo scontro dialettico, sempre entro i limiti ed i confini dell’interesse pubblico sovraordinato; un confronto capace di mettere al centro gli ideali ed i valori che ognuno di noi si porta dentro senza svenderli in un compromesso continuo, mortificando la propria storia e cultura politica.

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Mario Cicero – Sindaco di Castelbuono

N.B Ho fatto richiesta delle email dei Presidenti dei Consigli Comunali e Capi Gruppo consiliari con lettera inviata al Sindaco e Segretario Comunale di tutti i comuni aderenti alla SRR per inviare il documento. Hanno riscontrato solo quelli di seguito elencati: Geraci Siculo, Gratteri, Aliminusa, Alia, San Mauro C.de, Sclafani Bagni, Isnello, Lascari, Caccamo, Collesano, Blufi, Castellana Sicula, Petralia Sottana, Petralia Soprana, Pollina, Cerda, Valledolmo, Polizzi Gen. Sciara.

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