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Ferrandelli presenta il suo simbolo per la candidatura a sindaco di Palermo

Fabrizio Ferrandelli rilancia la sua candidatura a sindaco di Palermo e presenta la prima delle due liste che lo sosterranno. “Né con la destra, né con la sinistra”, il senso del suo discorso. “Io corro con la città, la mia non è una candidatura solitaria. È una battaglia autonoma. Agli altri autorevoli candidati chiedo: dove sono stati in questi anni?”. Ferrandelli non cede alle tante avance arrivate in queste settimane da destra e da sinistra e rilancia, mostrando per la prima volta il simbolo su cui campeggia il suo nome e cognome, rompendo definitivamente gli indugi.

“Abbiamo assistito – attacca – a un imbarazzante balletto per il posizionamento dei partiti all’interno di logiche più ampie, ma senza un progetto per Palermo. Noi in questa città ci siamo sempre stati e i palermitani hanno chiara la differenza”. Dal tema delle bare insepolte al “dissesto funzionale dei conti del Comune”, passando per il tema della mobilità e la questione di genere, Ferrandelli presenta il programma è sfida apertamente i partiti: “Il movimento 5 Stelle e Giusto Catania hanno una linea comune sul tram in via Libertà? Nel centrodestra hanno un’idea di sviluppo o sono solo impegnati a misurarsi, usando le amministrative di Palermo come primarie per le regionali? Abbiamo generosamente proposto e atteso, ma quello che vedevamo in giro erano soltanto mediazioni al ribasso senza alcuna progettualità”.

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Chiude a destra a Roberto Lagalla, liquidando l’esponente Udc con un secco: “Per quanto mi riguarda non è un interlocutore, è ancora un esponente di una giunta sovranista”. “È ai giovani che ci rivolgiamo – osserva – perché non accettiamo più che le politiche giovanili siano delegate a chi ha qualche anno di troppo. Vedo in giro candidature autorevolissime, ma posso chiedere dove sono stati tutti loro per la mia città? Perché io c’ero. E non li ho visti”.

Al fianco di Ferrandelli, il luogotenente di Carlo Calenda in Sicilia, il sindaco di Cinisi Giangiacomo Palazzolo. “Ci siamo abituati alle bare accatastate, all’immondizia per le strade, ai telefoni del Comune che non rispondono – dice il segretario regionale di Azione – con Fabrizio arriveremo al ballottaggio e a quel punto i palermitani sapranno chi scegliere”. Repubblica pa

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Written by madonienews

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